Hai mai notato come tutte le attività del circo possano essere associate a un peso: qualcosa da alzare, trascinare, ancorare, sospendere, lanciare. In un certo senso, si potrebbe dire che il circo sia fatto di pesi. Ma sarebbe riduttivo raccontarlo così. Il circo non si può misurare in chili o in sforzi visibili.È inverno e ci stiamo domandando dove andare con la prossima campagna ora che abbiamo scelto di raccontare con le nostre pubblicità quello che durante gli spettacoli non si vede: la voglia di costruire alternative alla meccanica della prestazione. Il circo è un genere nato per stupire, si potrebbe dire che il vero circo è principalmente prestazione. Forse è per questo che su TV e social il circo torna a brillare. Talent show, gare di bravura, fattori X… il nostro mondo celebra il singolo, sembra che per valorizzare una persona debba essere nascosto il processo collettivo da cui proviene: conta il talento, non il percorso che ha seguito. Eppure il circo che conosciamo noi non è questo. Se facciamo coincidere il valore di una persona solamente con “quanto rende”, finiremo per sfornare una generazione di ragazzi e ragazze in apnea da ansia da prestazione. Il circo come lo immaginiamo noi è “all’inCirca”: non di meno, ma di più, come l’incirca del salumiere. La vera sfida non sta nel numero perfetto, ma nella capacità di trasformare la fatica in un’occasione di incontro e crescita, in un “fare insieme” che obbliga tutti a non essere soli. Nessun assolo regge senza le decine di mani che l’hanno accompagnato.Per quanto questo sembri chiaro a molte delle persone che stanno leggendo e che verosimilmente hanno qualche capello grigio, altri sembrano dimenticarlo. Dall’osservatorio da cui abbiamo il privilegio di guardare, registriamo meno condizionamenti sociali, frontiere di intelligenza sempre più avanzate, libertà da tutto e da tutti, ma al costo di una solitudine che uccide. Smarriti dentro un mare di possibilità che non sanno come attraversare, molte persone hanno perso l’abitudine più antica e semplice, portarsi dietro l’altro, il compagno di viaggio. Da qui nasce la nostra campagna pubblicitaria. Il messaggio è semplice, diretto e quasi ovvio, ma serve ricordarlo: “Portare non è un peso”.Vogliamo così declinare il verbo “portare” sulla capacità di sostenere, accompagnare, alzare l’altro. Gli acrobati che si sollevano a vicenda lo dimostrano: non è il peso a contare, ma il modo in cui i due corpi hanno imparato ad aiutarsi a vicenda.Momento autocelebrativo. Guardare oltre se stessi e la propria fatica è ciò che ci ha permesso, quindici anni fa, di dare vita a un progetto che a molti sembrava impossibile in Friuli Venezia Giulia. Lo slogan di quest’anno nasce anche come celebrazione del nostro terzo lustro. Siamo in piena adolescenza. Allora -come oggi- è stata quasi tutta incoscienza, ma c’era anche la convinzione che assumersi delle responsabilità potesse cambiare il mondo. Se li riguardiamo dalla prospettiva di quei sei giovani scappati di casa che sognavano il circo in Friuli, il Circo all’inCirca di oggi è una montagna immensa da portare, ma non è un peso. Ci piacerebbe riuscire a trasmettere anche questo senso di responsabilità alle centinaia di giovani che speriamo vogliano intraprendere un altro anno di allenamenti, feste, spettacoli e progetti insieme a noi: portare sulle spalle delle scelte, delle relazioni, dei sogni... non è un peso se sa far crescere una comunità.